Ecco sono una frana con l'organizzazione del blog e non riesco a star dietro neppure alle rubrice che mi creo da sola!!!!Che pessimissima che sono!!!!
Comunque continuiamo con la mia rubrichetta sulla scelta dell'asilo..oggi parliamo di EDUCATRICI
La parola educatrici è stra usata e spesso a vanvera! Non è educatrice chiunque lavori con i bambini....è educatrice professionale chi ha una laurea in Scienze dell'educazione. Detto questo ed essendo attiratami le ire di chiunque invece non abbia questo titolo ma lavori con i bambini dico che...non me ne frega niente....
Purtroppo negli asili troppo spesso vengono assunte ragazze o ragazzine il più delle volte appena maggiorenni che fanno mini-corsi come operatrici sociali pretendendo poi di fare le educatrici. Bene, per me questo non è accettabile!Lavorare con i bambini non è uno scherzo, bisogna stare attenti alle tematiche psicologiche di bambini e mamme, avere ben presenti le tappe di sviluppo dei bambini per capire se c'è qualcosa che non va, sapere come fare per stimolare i bambini, sapendo cosa ci si può aspettare da loro relativamente a quella fascia d'età.
Chi si laurea segue corsi di psicologia, pedagogia, psicopatologia che non si fanno sicuramente nei mini corsi di un mese. Quando si va a iscrivere il proprio figlio ad un nido, come pretendiamo che i proprietari siano in regola con le norme igieniche, le autorizzazioni varie col comune, la regione ecc. pretendiamo anche che siano in regole le persone che staranno a strettissimo contatto con i nostri figli. Il motivo per il quale nessuno si fa problemi ad assumere la diciottenne con alle spalle il minicorso inutile di un mese o al massimo due, avviene perchè nessuna mamma chiede mai nei colloqui d'ingresso (e questo lo dico per esperienza avendo fatto io stessa diversi colloqui di inserimento) di sapere il titolo di studio delle persone che stanno in contatto coi bambini. Quindi mamme, non preoccupiamoci di chiedere alle coordinatrici o alle responsabili dei nidi, chi siano le educatrici e che percorso di studio abbiano fatto...anche perchè queste persone lavorano con in nostri figli, stanno con loro per almeno 8 ore al giorno...mi raccomando mamme...chiedete chiedete chiedete!!!!
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martedì 5 luglio 2011
mercoledì 22 giugno 2011
L'amato e odiato metodo Montessori
E oggi parliamo del tanto famigerato metodo Montessori! Io ho premesso anche ieri che non sono una montessoriana, però mi rendo conto che c'è un sacco di confusione intorno a questo metodo e ai suoi reali limiti o potenzialità!
In quanto metodo, non è perfetto, ma ha grosse potenzialità se sviluppato nella maniera corretta. Forse tante volte non ci pensiamo, ma un sacco di cose per bambini derivano dal metodo montessoriano, a partire dalle sedioline e i tavolini minuscoli ad altezza bambino, così come i lavandini e i bagni delle scuole che sono finalmente ad altezza pupo, senza che quei poveri bambini debbano fare la scalata dell'Everest per una semplice pipì!
Il metodo Montessori si basa sul fatto (da me condiviso) che i bambini abbiano già dentro di loro delle enormi potenzialità che aspettano solo di essere lasciate uscire, rispetto alla scuola del tempo (e forse anche ad alcune scuole di oggi) nelle quali gli insegnanti si proponevano semplicemente di insegnare, imporre ai bambini e ai ragazzi le nozioni del giorno, pensando che i bambini fossero delle lavagne completamente bianche sulle quali dover scrivere!
Maria Montessori, che aveva a cuore il benessere dei bambini delle classi meno agiate che venivano il più delle volte lasciati a loro stessi.
Si proponeva di insegnare loro l'autonimia, lasciandoli liberi di esplorare e di imparare da soli attraverso il gioco! E così nacque l'idea del "Cestino dei tesori" per i più piccoli (di cui ho parlato ieri), del "Gioco euristico" per i più grandi, dei giochi in legno naturale, delle costruzioni senza incastri con le quali sperimentare le cose che più piacciono ai bambini, l'idea delle cucine in miniatura nelle quali i bambini potevano giocare a "fare i grandi", il "gicoo dei travestimenti" attraverso il quale immedesimarsi con mamma e papà e via dicendo!
Il problema e il l imite di questo metodo sta nella sua applicazione. La Montessori affermava che non bisognava imporre regole al bambino ma che bisognasse lasciarlo libero di esprimersi. Proprio questo punto spesso viene male interpretato nelle scuole che affermano di portare avanti questo metodo. Spesso si lasciano i bambini liberi nella maniera più errata del termine, non si da loro alcuna regola, li si lascia "pascolare" in classe senza che nessuno gli stia dietro (almeno questo è quello che ho visto coni miei occhi in alcune scuole dove ho lavorato), ma non era questo quello che si intendeva nel metodo Montessori!
La maggior parte dei giochi e le attività propste dalla Montessori sono semi-strutturate, ossia i bambini vengono lasciati liberi di giocare ma devono "sottostare" ad alcune regole date dagli adulti e che sono parte integrante della modalità di gioco, lasciando i bambini completamente liberi solo nei momenti di gioco di gruppo o di simulazione!!!
Spero di essere stata esauriente e non troppo noiosa...e mi auguro che qualcuno di voi mamme e papà, possa leggere questo post e trarne una qualche utilità!!!!
In quanto metodo, non è perfetto, ma ha grosse potenzialità se sviluppato nella maniera corretta. Forse tante volte non ci pensiamo, ma un sacco di cose per bambini derivano dal metodo montessoriano, a partire dalle sedioline e i tavolini minuscoli ad altezza bambino, così come i lavandini e i bagni delle scuole che sono finalmente ad altezza pupo, senza che quei poveri bambini debbano fare la scalata dell'Everest per una semplice pipì!
Il metodo Montessori si basa sul fatto (da me condiviso) che i bambini abbiano già dentro di loro delle enormi potenzialità che aspettano solo di essere lasciate uscire, rispetto alla scuola del tempo (e forse anche ad alcune scuole di oggi) nelle quali gli insegnanti si proponevano semplicemente di insegnare, imporre ai bambini e ai ragazzi le nozioni del giorno, pensando che i bambini fossero delle lavagne completamente bianche sulle quali dover scrivere!
Maria Montessori, che aveva a cuore il benessere dei bambini delle classi meno agiate che venivano il più delle volte lasciati a loro stessi.
Si proponeva di insegnare loro l'autonimia, lasciandoli liberi di esplorare e di imparare da soli attraverso il gioco! E così nacque l'idea del "Cestino dei tesori" per i più piccoli (di cui ho parlato ieri), del "Gioco euristico" per i più grandi, dei giochi in legno naturale, delle costruzioni senza incastri con le quali sperimentare le cose che più piacciono ai bambini, l'idea delle cucine in miniatura nelle quali i bambini potevano giocare a "fare i grandi", il "gicoo dei travestimenti" attraverso il quale immedesimarsi con mamma e papà e via dicendo!
Il problema e il l imite di questo metodo sta nella sua applicazione. La Montessori affermava che non bisognava imporre regole al bambino ma che bisognasse lasciarlo libero di esprimersi. Proprio questo punto spesso viene male interpretato nelle scuole che affermano di portare avanti questo metodo. Spesso si lasciano i bambini liberi nella maniera più errata del termine, non si da loro alcuna regola, li si lascia "pascolare" in classe senza che nessuno gli stia dietro (almeno questo è quello che ho visto coni miei occhi in alcune scuole dove ho lavorato), ma non era questo quello che si intendeva nel metodo Montessori!
La maggior parte dei giochi e le attività propste dalla Montessori sono semi-strutturate, ossia i bambini vengono lasciati liberi di giocare ma devono "sottostare" ad alcune regole date dagli adulti e che sono parte integrante della modalità di gioco, lasciando i bambini completamente liberi solo nei momenti di gioco di gruppo o di simulazione!!!
Spero di essere stata esauriente e non troppo noiosa...e mi auguro che qualcuno di voi mamme e papà, possa leggere questo post e trarne una qualche utilità!!!!
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